Così il mondo si è preparato a Durban II
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(Apcom) - Dopo che settimane di polemiche ne hanno preparato l'avvio, si apre oggi a Ginevra in un clima incendiario la Conferenza dell'Onu sul razzismo 'Durban II', che prende il nome della prima conferenza, tenutasi nel 2001 nella città sudafricana. Lunghi negoziati e limature dell'ultima ora sulla bozza di dichiarazione finale non sono bastati a convincere paesi di primaria importanza - primi fra tutti gli Stati Uniti, ma anche Italia, Germania, Canada e Olanda - a partecipare. E così, mentre il Vaticano ieri ha confermato che parteciperà (con tanto di annuncio fatto dal Papa in persona davanti ai fedeli in Piazza San Pietro), e gli Stati Uniti hanno indicato che boicotteranno la conferenza sia pure "con rammarico", l'Ue si spacca e va in ordine sparso: Berlino e Parigi hanno aspettato fino all'ultimo momento per comunicare la loro decisione. Da un lato Italia, Olanda e Germania, che hanno preferito il boicottaggio; dall'altro Gran Bretagna e Francia, che hanno optato per inviare i loro ambasciatori sperando che la riunione serva almeno a fare progressi rispetto a quella del 2001, e promettono di vigilare sul corso dei lavori. Il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner stamattina ha messo in guardia l'Iran e il suo presidente Mahmud Ahmadinejad, che ieri ha di nuovo attaccato Israele accusando "l'ideologia sionista" di essere "portabandiera del razzismo". "Se è intelligente, non lo ripeterà nella sala: se lo farà, tutti gli ambasciatori europei in sala si alzeranno e usciranno", ha preannunciato Kouchner. La conferenza si è aperta stamattina nel palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra, in un'atmosfera vagamente surreale: danzatori africani e asiatici hanno rappresentato uno spettacolo con piroette e acrobazie sullo stesso palco su cui il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon e altri delegati assistevano rinchiusi nei loro doppiopetti scuri. Poi Ban ha preso la parola e si è detto "profondamente deluso" per l'assenza di diversi paesi "che, d'ufficio, dovrebbero aiutare a creare la strada per un futuro migliore". Il numero uno dell'Onu ha insistito sul fatto che il razzismo, incluso l'antisemitismo e l'"islamofobia", vanno combattuti. Ban, poco prima di dare il via ai lavori, ha diffuso attraverso il suo portavoce un comunicato in cui "condanna la negazione dell'Olocausto". E a rendere il clima ancora più incandescente c'è stata la notizia che Israele ha deciso di richiamare il suo ambasciatore in Svizzera per consultazioni: ieri il presidente svizzero Hans-Rudolf Merz ha accolto Ahmadinejad al suo arrivo a Ginevra. Ora i riflettori sono puntati sull'Iran: Ahmadinejad dovrebbe parlare oggi e se pronuncerà invettive o critiche contro Israele, le polemiche esploderanno ancora una volta. L'Italia, che si era chiamata fuori dai negoziati lo scorso 5 marzo, ha confermato ieri sera che non parteciperà: i motivi sono innanzitutto il richiamo (nella bozza di dichiarazione, ndr) alle conclusioni di Durban 1", la riunione Onu che si tenne nel 2001 nella città sudafricana. Durban 1 condannò esplicitamente Israele, quindi un richiamo a quel testo nei fatti equivale a una conferma della condanna. Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini aveva anche evidenziato perplessità sul "rispetto della libertà di espressione, non sufficientemente garantito".
Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.
